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LA RADIO A SCUOLA
" .. il preside riferisce sulle necessità culturali e didattiche e politiche perché l'istituto sia dotato
di un completo impianto radio-micro-fonico...ma fa presente altresì le difficoltà finanziarie..."
Dai verbali spunta questa pagina, datata 26 ottobre 1938, che ci riporta al clima della scuola fascista, quando il regime coltivava il sogno della "radio in ogni villaggio" e Bottai, Ministro dell'Educazione, tuonava : "la scuola deve assimilare la radio".
Nonostante iniziali perplessità Mussolini intuì l'immenso potere del nuovo mezzo di comunicazione di massa: l'efficacia suggestiva della radio, una "gloria tutta nostra", poteva essere utilizzata per la creazione del consenso e per l'educazione delle nuove generazioni agli ideali proclamati dal regime. Nel '34 la radio fa il suo ingresso nelle scuole elementari con programmi centralizzati e unificati, poi estesi agli altri gradi d'istruzione, con un palinsesto funzionale ai vari indirizzi.
I dati ufficiali parlano di circa 50 ore di trasmissione l'anno, dalle ore 10:30 alle 11:00
AI Virgilio la presenza della radiofonia non sembra rilevante, almeno fino al 1938-39. È segnalata l'attività di una squadra di radioascoltatori e tra le voci del bilancio appaiono qua e là note relative alle spese per la riparazione o il potenziamento dell'impianto radiofonico.
La difficoltà di comperare l'apparecchio radio rimase il limite di fondo di tutta l'esperienza.
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