ABUSI E SFRUTTAMENTO

 

AMERICA LATINA

 

 

 



 



Nonostante la vastità della regione, esistono molte similarità tra i paesi sudamericani, sia per quanto riguarda la storia politica ed economica, sia per le questioni sociali e i rapporti con l’estero. Sta inoltre emergendo una convergenza nelle politiche dei paesi, dovuta alla globalizzazione e a trend istituzionali.
Duecento anni di indipendenza garantiscono ai paesi sudamericani un buon livello di sviluppo istituzionale e strutturale. Tuttavia, nonostante tutti i governi siano attualmente democratici e la società civile stia rafforzando la propria partecipazione, molti paesi, come Venezuela, Ecuador, Perù e Paraguay sono afflitti da crisi civili. Quasi tutti i paesi registrano alti livelli di disuguaglianza sociale, mentre gli strati più poveri della popolazione continuano ad essere sempre più marginalizzati.
Il Sud America ha una popolazione di 309 milioni di persone, di cui più del 39% ha meno di 18 anni. L’urbanizzazione riguarda il 90% della popolazione in Uruguay e Venezuela, mentre il 60% in Bolivia, Ecuador e Paraguay. La migrazioni interne e internazionali sono molto frequenti. Soprattutto durante gli anni ’80, programmi di austerità dovuti alla crisi del debito estero, hanno causato la riduzione della spesa pubblica, il congelamento degli stipendi, il taglio della forza lavoro, l’aumento delle imposte indirette e del costo dei servizi pubblici. Gli anni 90 sono stati caratterizzati dal rafforzamento della democratizzazione e dalla globalizzazione economica. Tuttavia la povertà rimane e il numero assoluto delle persone che vivono in regime di estrema povertà sta crescendo, mentre restano alti i tassi di disoccupazione. Nonostante il rinnovo delle strutture statali, il rafforzamento della tutela dei diritti umani, la decentralizzazione dei servizi, restano alti livelli di violenza, corruzione, traffici illeciti e violazione sistematica delle norme sociali. Alte restano ancora le discriminazioni nei confronti di donne e bambine.
Mentre la regione è esposta a fenomeni naturali come uragani, inondazioni, terremoti, molti disastri riguardano anche le guerre civili, la malnutrizione, lo sviluppo non sostenibile. In alcuni paesi resta ancora alto il numero di sfollati, dovuto alle tensioni tra governi e gruppi dissidenti: i minori sfollati sono circa 850mila, mentre esistono ancora molti bambini soldato impiegati nei conflitti.
La guerra civile in Colombia continua a peggiorare, soprattutto dopo la rottura dei negoziati di pace con le FARC. La violenza continua, coinvolgendo civili e bambini: il conflitto si è esteso all’Ecuador del nord e nell’ovest del Venezuela.

 

LA SITUAZIONE DEI BAMBINI


In Sud America esistono ancora alti livelli di disuguaglianza, che colpiscono in particolar modo i bambini che vivono nelle periferie urbane e nelle zone rurali.

La mortalità infantile  resta tuttora alta e una famiglia su sei non può permettersi un’alimentazione adeguata. Negli ultimi anni, i meccanismi tradizionali di protezione per i bambini sono stati indeboliti dai cambiamenti intercorsi all’interno delle strutture familiari, dei sistemi economici e dei servizi sociali di base: questi cambiamenti hanno avuto un forte impatto soprattutto sulla popolazione più povera e sono una delle cause principali del lavoro minorile.
Contemporaneamente, alcuni cambiamenti positivi si sono registrati nel livello di partecipazione democratica, nella decentralizzazione e nel rafforzamento del ruolo della società civile, che hanno permesso la promozione dello status delle donne e dei bambini. Questi cambiamenti hanno ricevuto una battuta d’arresto a causa delle crisi in Ecuador, Perù e Paraguay.
Tutti i paesi sudamericani hanno ratificato la Convenzione ONU sui diritti dei bambini (CRC), molte legislazioni sono state armonizzate di conseguenza, restano molti problemi di natura sociale: tra i principali, il basso accesso ai servizi sociali di base. Il livello di mortalità infantile è sensibilmente diminuito, tuttavia restano delle aree - Perù (Ayacucho and Huancavelica), Colombia (Choco) e Brasile (Nordest) – in cui la mortalità infantile è di 200 ogni mille nati. La mortalità materna è alta in tutta la regione, mentre i bambini continuano ad avere problemi nutrizionali, come scarsità di proteine e minerali.
Per quanto riguarda la salute degli adolescenti, una delle questioni principali è la diffusione dell’HIV/AIDS e solo recentemente si è iniziato ad affrontare questioni riguardanti l’educazione sessuale. Mentre l’accesso ai servizi sanitari, nonostante le riforme in molti paesi, resta difficile soprattutto per le famiglie più povere.
Per quanto riguarda l’istruzione, si sono fatti dei passi avanti per garantire l’accesso universale alla scuola. Tuttavia, molti problemi restano legati alla differenze di genere: in Bolivia, Ecuador e Paraguay, le ragazze hanno meno accesso all’educazione. L’accesso all’educazione prescolastica e a quella secondaria rimangono dei punti deboli, mentre il problema principale rimane lo scarsa qualità dell’istruzione, che causa alti livelli di fallimenti scolastici, soprattutto a causa dell’inadeguatezza del sistema scolastico alle differenze culturali e ai bisogni dei bambini. Vaste porzioni delle popolazioni indigene in molti paesi infatti non parlano né spagnolo né portoghese, la lingua ufficiale nelle scuole.
Allo stesso tempo, sono ancora molto diffuse le discriminazioni nei confronti dei disabili e dei bambini lavoratori.
Per quanto riguarda abusi e violenze a danno dei minori, la questione è molto complessa e richiederebbe interventi coordinati di organizzazioni e istituzioni. C’è tuttora un deficit nella conoscenza delle cause, dei fattori di rischio e della situazione dei minori. In quasi tutti i paesi c’è stato un adeguamento legislativo in base alla CRC, tuttavia, restano ancora centrali e diffusi problemi come maltrattamenti, abusi sessuali, procedimenti giudiziari, lavoro minorile, bambini di strada e abbandoni.
La violenza di natura politica è presente in molti paesi, soprattutto in Perù e Colombia. Esistono anche differenze di genere, che vedono i bambini vittime di violenze fisiche mentre le bambine sono perlopiù colpite dagli abusi sessuali. Per quanto riguarda lo sfruttamento, i bambini vengono utilizzati per lavori esterni, mentre le bambine per il lavoro domestico. Lo sfruttamento sessuale riguarda entrambi i sessi.
Il diritto alla partecipazione dei minori è poco applicato in quasi tutti i paesi per una serie di ragioni che includono tradizioni autoritarie e consuetudini che escludono i bambini dalla partecipazione alle decisioni.

 

 

COLOMBIA BAMBINI SENZA DIRITTI

 

 

Nonostante quanto sancito dalla legislazione nazionale e dalle dichiarazioni internazionali sottoscritte dal Paese, in Colombia migliaia di bambini sono vittime di violazione dei loro diritti nell’ambito famigliare, ma anche della comunità in cui vivono.
I lunghi anni di conflitto civile che hanno dilaniato il Paese, uniti a povertà e disoccupazione, hanno portato alla diffusione della violenza e le maggiori vittime sono, come spesso accade, i bambini che di frequente subiscono percosse, maltrattamenti, sfruttamento, abusi...
Una delle forme di violenza più diffuse da parte della famiglia consiste nel costringere con la forza e la violenza i più piccoli a lavorare. Si tratta spesso di lavori in condizioni di pericolo e che nella maggior parte dei casi comportano l'abbandono scolastico: il bambino deve alzarsi presto per andare a lavorare e non può andare a scuola o comunque non ha poi le forze per seguire bene le lezioni e dedicarsi agli studi. Ulteriore conseguenza della violenza in famiglia è spesso la vita di strada: per scappare alle violenze in famiglia i bambini frequentano la strada, in cerca di solidarietà tra coetanei ma esponendosi a pericoli quali la droga, la malavita, gli abusi .

Dal 2003 COOPI lavora per difendere i diritti dei bambini colombiani e interviene in due ambiti: la prevenzione delle violazioni all'interno delle famiglie e il rafforzamento della capacità delle istituzioni a difendere i diritti dei minori.
L'obiettivo è quello di rendere le istituzioni e le autorità pubbliche maggiormente attente e sensibili ai diritti dell'infanzia e di fornire gli strumenti affinché vengano adeguatamente applicate le leggi volte alla tutela i minori e siano supportate le politiche predisposte dallo Stato per diffondere la conoscenza e il rispetto dei diritti dei bambini.
I beneficiari del nostro intervento, realizzato in collaborazione con Save the Children UK, sono circa 3.000 bambini e bambine, operatori pubblici e insegnanti. Tuttavia sono soprattutto le comunità nel loro complesso (più di 240 mila persone) che hanno beneficiato della diffusione di una nuova cultura dell'infanzia e dei suoi diritti, con effetti di straordinaria importanza per il futuro di aree oggi degradate.


Molto interessante è osservare la realtà dell’Armenia e in particolare  Comuna Uno è un quartiere nato per ospitare le famiglie che hanno perso la propria abitazione a causa del terremoto che ha colpito la zona nel 1999.
I problemi qui sono gravi e diffusi. Sono dovuti per lo più alla coabitazione di famiglie con origini, stili di vita, grado di educazione e status economico differenti, al sovraffollamento (in un'area ridotta si trovano ad abitare in condizioni estreme famiglie di 7 o addirittura 15 persone) e alla precarietà lavorativa.
In questa situazione diffusi sono i casi di violenza, la criminalità, l'abuso, l'uso di droga e il lavoro minorile.
Particolarmente gravi sono le problematiche legate all'infanzia e all'adolescenza: i giovani sono abbandonati a loro stessi, lasciati senza protezione né tutela, spesso costretti a lavorare; mancano le strutture che garantiscano loro il diritto di andare a scuola e istruirsi, gli insegnanti, il materiale didattico, le biblioteche...
"Dialogando con i bambini e gli adolescenti, è emerso che le violenze avvengono non solo in famiglia ma anche all'interno di istituzioni quali la scuola. Per questo il nostro progetto ad Armenia si è concentrato su queste due realtà" spiega Paola Maffeis.
"Abbiamo lavorato con i bambini per capire quali sono i casi di violenza più comuni e per far conoscere loro i propri diritti. Al termine delle attività tutti i bambini e adolescenti con i quali abbiamo lavorato avevano una forte consapevolezza dei propri diritti e soprattutto dell'importanza di abbandonare il lavoro (a volte forzato dalla famiglia ma spesso anche cercato dai ragazzi stessi come unica via per farsi accettare dai parenti o per procurarsi ciò che le famiglie non possono garantire loro) e di frequentare la scuola per crearsi opportunità di un futuro migliore." continua Paola Maffeis.
I nostri operatori hanno lavorato con i ragazzi realizzando anche recite che riproducono situazioni vissute. Si tratta di un metodo che permette ai bambini di condividere le esperienze ma anche di aiutarli a elaborare i traumi.
"Una delle recite realizzate, per esempio, riporta il caso di un bambino costretto ad alzarsi presto al mattino per andare a lavorare nei campi in condizioni durissime, sotto il sole cocente e svolgendo lavori fisici e faticosi che spesso provocano anche malori. Un bimbo che subisce costantemente le percosse del fratello e che finisce per rifugiarsi in strada dove trova l'amicizia di altri ragazzini nelle stesse condizioni. L'altra riporta un caso di violenza psicologica a scuola da parte di insegnanti che non sono in grado di mantenere l'ordine e ricorrono all'autorità e a metodi duri, non sono disposti all'ascolto né al dialogo e spesso riservano trattamenti di favore alle ragazze, con le quali assumono atteggiamenti anche inadatti" racconta Paola M.
Dal lavoro fatto con i ragazzi si è realizzato anche un video in lingua spagnola che oltre alle recite riporta le testimonianze dei bambini con i quali abbiamo lavorato e che sarà un utile strumento di sensibilizzazione.

 

 

 

 

BOLIVIA ADOZIONE E LAVORO FORZATO

 

Settori del traffico di minori

In Bolivia è molto frequente l’ abuso sessuale a scopo di lucro la Prostituzione, per esempio nei bar e locali notturni, la pornografia, il lavoro/lavoro forzato sopratutto negli ambiti dell’ agricoltura, lavori domestici, artigianato e industrie/piccole industrie, l’adozione internazionale e il Trapianto di organi

 

Forme di traffico di minori

In Bolivia ci sono diverse forme di traffico di minori. Genitori, parenti, conoscenti, vicini ed anche persone sconosciute ai bambini possono essere coinvolti nel traffico di minori a scopo di sfruttamento attraverso il lavoro; i bambini vengono sistemati presso un datore di lavoro dai loro genitori, parenti, amici o da agenti professionali, è presente il  reclutamento da parte del datore di lavoro, il rapimento e cessione dei bambini a parte terza e la “Decisione propria”

 

Fattori che favoriscono il traffico di minori

 

 Non ci sono statistiche sul traffico di minori tenute in Bolivia da stato, autorità municipali o privati. La  mancanza di dati statistici ed il disinteresse su questo argomento come una collaborazione chiaramente visibile tra le varie autorità ed istituzioni incoraggiano il traffico di minori e nel contempo impediscono una diffusione pubblica del tema

A causa della mancanza di un sistema di registrazione funzionante, non si può ottenere una panoramica dei bambini esistenti nei singoli comuni. Non ci sono  statistiche su famiglie, movimenti immigratori, tassi di mortalità infantile; ci sono le “Case dei bambini” illegali o clandestine che potrebbero offrire un ambiente per il traffico di minori o di giovani, né  misure di sicurezza in edifici del servizio sanitario pubblico (ospedali, maternità, centri sanitari, etc.) e scuole con conseguente possibilità di rapimento dei bambini.

La  Situazione economica delle famiglie dei bambini è caratterizzata da molta povertà. Come risultato i bambini indifesi sono obbligati ad instaurare presto un rapporto lavorativo nella vita e sono esposti alla tirannia degli agenti intermediari e dei datori di lavoro.

Aumenta sempre di più la richiesta di bambini adottivi dalle nazioni industrializzate, ma allo stesso tempo c’è anche una grande esitazione esibita delle autorità ad usare i rimedi legali disponibili per perseguire le persone coinvolte nel traffico di minori. Per le  Gravidanze indesiderate c’e la mancanza  di sostegno da parte della famiglia o della società; non ci sono informazioni sulle cause e gli ambienti del traffico di minori che è spesso  percepito come pratica illegale solo in relazione ad altri reati come rapimento, sottrazione di bambini, traffico di droga e commercio di organi

 

Itinerari del traffico di minori nazionale ed internazionale

La Bolivia è il paese di origine dei bambini. Essi vengono trafficati attraverso i seguenti itinerari:

• Dalla Bolivia all’Argentina (lavoro nelle fabbriche di tessuti)

• Al Brasile (lavoro/lavoro forzato)

• Allo scopo di adozione negli USA e nei paesi dell’Europa Occidentale

• All’interno della Bolivia dagli altopiani alle regioni di raccolta della canna da zucchero

 

Lavoro/lavoro forzato

Le informazioni sul lavoro/lavoro forzato dei bambini in Bolivia sono il risultato di un’indagine condotta tra 337 bambini e giovani (fino all’età di 18 anni) nelle città di La Paz, Cochabamba, Oruro, Santa Cruz ed El Alto ed anche su una completa ricerca giornalistica.

Questo studio esaminava congiuntamente il traffico di minori ed il lavoro minorile poiché i due sono spesso direttamente connessi. I bambini ed i giovani lavorano nelle case (pulendo, cucinando, facendo la spesa ed il bucato, sorvegliando i bambini), nell’agricoltura, come venditori ambulanti ed anche nel commercio qualificato e nel settore industriale

Le ore lavorative a volte ammontano a più di 12 al giorno. Non sempre è previsto un giorno completo di riposo. I bambini ed i giovani sono esposti a punizioni, percosse, abusi verbali, psicologici o sessuali da parte dei loro rispettivi “datori di lavoro” e spesso reso difficile o completamente impossibile frequentare una scuola anche se questo faceva parte dell’accordo

non viene loro permesso di mettersi in contatto con i propri genitori oppure viene permesso in

rare occasioni.

All’interno della Bolivia, una delle destinazioni del traffico di minori è la regione della canna da zucchero a Santa Cruz. I bambini di età tra i 12 ed i 16 anni vengono reclutati, principalmente tra la popolazione rurale di lingua Ketchua, per il raccolto della canna da zucchero e devono mettersi al duro lavoro dall’alba al tramonto.

 

Ambiente socio-economico di bambini e giovani

• Il 54% di bambini e giovani intervistati aveva meno di 14 anni di età e di questi l’8,1% aveva meno di

10 anni

• Oltre il 60% di bambini e giovani coinvolti non ha istruzione o al massimo ha un’istruzione elementare.

La maggior parte di bambini senza alcun tipo di istruzione regolare (82,9%) è costituita da ragazze

• Oltre il 50% di bambini e giovani proviene dalle zone rurali. Essi provengono da famiglie che hanno in

media 6 bambini, ma un solo, basso, introito. Quindi i bambini che lavorano sgravano il carico delle

finanze familiari, sia guadagnando denaro sia per il solo fatto di non vivere più in casa.

 

Adozioni legali ed illegali

La procedura legale per le adozioni nazionali ed internazionali è regolata fin dal 1999 dal Codigo del Niño, Niña y Adolescente (CNNA):  questo atto fissa i requisiti che devono essere soddisfatti dai genitori adottivi stranieri (come età minima, prove di salute, visti e permessi d’entrata per i bambini nel caso di adozioni internazionali).  E’ fissata anche la procedura per ogni adozione (questa include la domanda ufficiale al tribunale competente, l’esame delle richieste da parte del giudice, l’audizione del bambino se necessaria e la legalizzazione finale dell’adozione da parte del giudice)  tuttavia, queste regolamentazioni legali possono essere aggirate (per esempio, mediante corruzione, false prove di discendenza, documenti legali falsificati). Un metodo largamente usato è la registrazione della madre adottiva come madre naturale dopo che il bambino è nato. In questa maniera l’intera procedura per l’adozione viene aggirata

Un altro esempio di adozione internazionale illegale è illustrato da un processo tenuto nell’anno 2000 contro una coppia Tedesca, un dipendente di un’agenzia per l’adozione, un Membro del Parlamento e precedente capo dell’Ufficio per l’Assistenza Sociale ed il capo del dipartimento di sorveglianza dell’Ufficio per l’Assistenza Sociale. Gli accusati sono stati imputati per aver ceduto bambini dalle case statali per bambini dietro pagamento, ma senza adempiere la procedura fissata dalla legge. Questo esempio fa comprendere a fondo il metodo, l’estensione ed il coinvolgimento nelle adozioni illegali.

Di recente, in Bolivia le adozioni internazionali sono state sospese per due anni (cioè fino al Febbraio 2001) al fine di negoziare accordi bilaterali con i vari paesi di destinazione, in particolare con gli USA

A Cochabamba 464 bambini in totale sono stati adottati legalmente tra il 1995 ed il 2000.

 L’80% sono state adozioni internazionali e solo il 20% sono state adozioni nazionali; questo paese ha un totale di 45 “case dei bambini” legalmente registrate condotte da istituzioni private oppure NGOs (Organizzazioni Non Governative) nelle quali ci si prende cura di 3.200 bambini.

Le adozioni nazionali ed internazionali hanno luogo anche tramite queste istituzioni. (Per esempio la “casa dei bambini” Albergue Madre de Dios ha dato luogo a 56 adozioni internazionali nel 1999 ed a 30 adozioni internazionali nel 2000)

L’esatto numero di adozioni legali/illegali oppure nazionali/internazionali non può essere riportato a causa di diverse ragioni inclusa la mancanza di statistiche

 

Fattori che favoriscono le adozioni illegali

Ultimamente c’è stato  il coinvolgimento di procuratori legali, giudici e dipendenti dei governi locali nelle adozioni illegali; la collaborazione tra i membri di queste tre professioni facilita l’emissione di false carte d’identità assicurando di conseguenza che non ci saranno problemi nella procedura di adozione e nel lasciare il paese. Quindi, per esempio, i bambini rapiti vengono forniti di falsi passaporti a nome dei rapitori dai dipendenti degli uffici governativi.  C’è anche un ulteriore il coinvolgimento di dipendenti del settore della salute pubblica nelle adozioni illegali mediante la segnalazione di donne in stato interessante o giovani madri che desiderano dare i loro bambini in adozione ; la tolleranza dell’ambiente sociale per la decisione di cedere i bambini in adozione o di mandarli da parenti, conoscenti oppure sconosciuti datori di lavoro tramite agenzie allo scopo di trovare impiego

I potenziali genitori adottivi delle nazioni industrializzate sono tenuti in alta considerazione perché si spera che essi forniscano ai bambini un futuro migliore

Tutte le parti coinvolte ritengono che la procedura di adozione legale sia troppo lunga, difficile e faticosa e quindi vengono preferiti i metodi di adozione illegale

C’è anche l’intolleranza della società per le adolescenti in stato interessante, la povertà crescente di larga parte della popolazione come il calo della solidarietà del vicinato, la diffusa e giornaliera violenza esistente contro le (giovani) donne, inclusi l’abuso sessuale e lo stupro

 

Potenziali ragioni di una madre per “cedere” suo figlio

 

Varie ragioni influenzano la decisione di una madre di abbandonare suo figlio, dandolo in adozione o ad una parte terza:  La mancanza di sostegno da parte della sua famiglia, il ripudio da parte della sua famiglia nel caso di gravidanza fuori dal vincolo coniugale o di gravidanze di giovani ragazze,

la condizione di madre sola dopo essere stata abbandonata dal padre del bambino. Questa situazione

è sempre legata alle difficoltà finanziarie poiché le opportunità di lavoro sono limitate per una donna con un bambino.

Le madri molto giovani a volte abbandonano il proprio figlio non appena stabiliscono una nuova

relazione, se il bambino non viene accettato dal nuovo compagno

 

Strategie, suggerimenti e richieste per combattere il traffico di minori

• Iniziare un esteso dibattito pubblico sul traffico di minori ed impostare una vasta campagna nazionale ed internazionale sul traffico di minori

• Difendere i diritti del bambino tramite un’azione di pubbliche relazioni e tentare di influenzare politici e partiti politici

• Iniziare una campagna locale allo scopo di informare su cause, ambienti, fattori concomitanti ed

estensione del traffico di minori. In proposito, dovrebbero essere fornite informazioni sui diritti del

bambino e sul coinvolgimento nelle adozioni illegali di procuratori legali e dipendenti dei settori

amministrativi

• Campagne di informazione per i giovani, in particolare per ragazze e giovani donne. Queste campagne dovrebbero includere sia l’educazione sessuale quanto le informazioni sul traffico di minori e sulle sue

conseguenze psicologiche e fisiche su tutte le persone coinvolte

• Istituire una collaborazione totale tra le istituzioni pubbliche e private (governi locali, ufficiali della sanità pubblica, ministeri, NGOs, etc) mirata all’azione di prevenzione su madri e famiglie

• Aumento della sorveglianza in ospedali, “case dei bambini” ed altri edifici pubblici allo scopo di

prevenire i rapimenti

• Riorganizzazione dei governi locali e del settore amministrativo per rendere difficile la falsificazione dei documenti

• Compilazione di statistiche pubbliche e private concernenti il traffico di minori. Dovrebbe essere

assicurato che tutti i casi conosciuti di traffico di minori vengano registrati sulle statistiche della polizia

• Sensibilizzare le istituzioni legali e le persone su questo argomento al fine di combattere il traffico di minori anche tramite una reale incriminazione

• Assistenza nel segnalare alla polizia rappresentanti, dipendenti ed altri partecipanti coinvolti nel traffico di minori

• Ispezione dei posti di lavoro

 

 

materiale tratto da www.coopi.it, www.savethechildren.it, www.stopchildtrafficking.org