AFRICA

INTRODUZIONE

Dall'indipendenza, molti stati africani hanno conosciuto forti instabilità, spesso sfociate in violenti lotte per il potere e guerre civili, sia all'interno di ciascuno Stato, sia tra Stati confinanti. Parte di questi problemi possono essere considerati come eredità del periodo coloniale, con il suo lascito di governi e confini nazionali non rappresentativi delle realtà locali. La situazione economico-sociale, specie nell'Africa sub-sahariana, è una delle più disagiate del Pianeta. Se alcuni Stati, come il Sudafrica, si affermano come dinamiche realtà economiche, seppure segnate da forti disuguaglianze sociali, altri Stati hanno addirittura visto diminuire il PIL pro capite negli ultimi anni. L'aumento massiccio della popolazione e il diffondersi dell'AIDS, oltre alle frequenti siccità e all'instabilità politica, sono alcune della cause di questo impoverimento.

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AIDS

L'inizio della storia dell'AIDS risale probabilmente agli anni trenta, proprio nel continente africano. Solo dopo circa cinquant'anni, però, si inizia a considerare l'infezione come un pericolo per la salute generale. Da allora si contano 50 milioni di persone che hanno incontrato il virus: in Africa muoiono per AIDS più di 5.000 persone ogni giorno e le previsioni per il 2005 aumentano questo numero a 13.000.

I primi a farne le spese sono stati gli abitanti dell’Africa centrale, mentre secondo gli ultimi dati la parte del continente più colpita è ora quella meridionale. Nell’Africa subsahariana, dove vive circa il 10 per cento della popolazione mondiale, si trova il 70 per cento dei sieropositivi o dei malati di AIDS: ogni minuto sono contagiate 10 persone, ogni giorno 12.000. Il Sudafrica detiene il triste primato della velocità di diffusione del virus, con 1.500 persone infettate ogni giorno. I numeri relativi all’anno scorso sono eloquenti: l'HIV ha causato 2,6 milioni di decessi in tutto il mondo, di cui l’85 per cento circa nella sola Africa. Sempre nel 1999 sono stati infettati 5,6 milioni di persone (2,3 milioni di donne e 57.000 bambini con meno di 15 anni), per la maggior parte africane, che portano la cifra complessiva di contagiati ancora in vita nel mondo a 33,6 milioni.

Secondo uno studio dell'UNICEF, solo negli anni novanta l’AIDS ha ucciso le mamme di 5,5 milioni di bambini sotto ai 15 anni, e per la fine del 2000 gli orfani africani di madre o di entrambi i genitori saranno 10,4 milioni, una cifra che copre il 90 per cento di tutti gli orfani causati dal virus. La popolazione africana è sempre più composta da bambini e anziani; l’aspettativa di vita media, che dall’inizio degli anni cinquanta all’inizio degli anni novanta era passata da 44 a 59 anni, è ora nuovamente crollata a 45 anni. Mancano proprio i lavoratori, con ripercussioni sull’economia di paesi già poveri, dove la carenza di denaro è un ostacolo alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento che prevede farmaci costosi. Non solo, la terapia dell’AIDS, che richiede combinazioni di farmaci, controlli della carica virale nonché monitoraggi attenti e continui, trova un ostacolo ulteriore nella mancanza di un’organizzazione adeguata del sistema sanitario locale, altro punto da sanare per il quale, ovviamente, occorrono ancora una volta disponibilità economiche.Tuttora sono 9 milioni i bambini in Africa orfani a causa dell’AIDS: lo documenta il rapporto “Madri scomparse” pubblicato da Save the Children.

“9 milioni di bambini in Africa non possono contare sull’amore e la presenza delle loro madri, morte a causa dell’Aids. Rapportato alla realtà del nostro paese, è come se 1 bambino su 13, in Italia, versasse in queste condizioni.
Save the Children stima in 19 milioni le donne, nel mondo, colpite dal virus dell’Hiv e dell’Aids. Almeno il 90% sono mamme, la maggior parte di esse non ha adeguate cure mediche”.

 
 Il dossier sottolinea il dramma di milioni di bambini nel mondo costretti ad assistere le proprie madri malate, le quali, prive di adeguate cure mediche, moriranno presto di Aids. L’Aids sta derubando milioni di bambini del diritto di essere bambini e, al contempo, di avere una madre. Questi minori si prendono cura delle mamme e, di conseguenza, non frequentano la scuola e sono costretti a lavorare al posto dei genitori malati e quando questi muoiono per la malattia rischiano di finire reclutati come bambini soldato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Materiale tratto da www.zadig.it, www.savethechildren.it  e www.wikipedia.org