ACQUA E IGIENE PER LA SALUTE DEI BAMBINI NEL MONDO

                                 

“ L’acqua è una risorsa naturale limitata e un bene pubblico fondamentale per la vita e la salute di tutti. Il diritto umano all’acqua è indispensabile per condurre una esistenza degna. Avere accesso all’acqua è un prerequisito per la realizzazione di tutti gli altri diritti umani”

Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, novembre 2002

 

                                             

Milioni di bambini nei paesi a basso reddito soffrono e muoiono ogni anno a causa della scarsita’  di igiene e di acqua potabile.

 

I bambini a causa della fragilità dell’organismo in fase di sviluppo e delle imperfette difese immunitarie sono di gran lunga i soggetti più vulnerabili di fronte al nemico invisibile rappresentato da virus e batteri

 

La sola diarrea,un banale disagio transitorio per chi ha accesso ai farmaci e alle cure pediatriche, uccide ogni anno 1,8 milioni di bambini nel sud del mondo.

 

L’acqua infetta e stagnante è anche un mezzo di trasmissione di altre malattie mortali come il colera, la malaria e infezioni intestinali di origine parassitaria come la schitosomiasi. Il tracoma o il verme di guinea, che affliggono 400 milioni di bambini in età scolare ogni anno

 

HIV/AIDS

fra le minacce alla salute dei bambini, occupa una posizione sempre più rilevante.

Oltre tre milioni di bambini e ragazzi sotto  15 anni che convivono con il virus, in massima parte a causa del contagio da parte materna.

 

CARENZE DI IGIENE

Altrettanto gravi per la salute dei bambini, sono le conseguenze della carenza o inadeguatezza dei servizi igienici, delle fognature e delle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti, che toccano oltre due miliardi e mezzo di abitanti del pianeta.

 

Un'emergenza nel Libano meridionale

 

Acquedotto in costruzione in un villaggio del Libano 

 

 

 

 

 

 

L'acquedotto di Al-Khiam,

costruito con fondi UNICEF,

è quasi stato ultimato

©UNICEF Libano/2007/Debbas

 

 

 

Sebbene il lavoro stia dando risultati positivi, la diffusione dei servizi igienici e di smaltimento dei rifiuti in Libano meridionale rimane un'ardua missione. 
 
I danni alle infrastrutture idriche provocati dal conflitto di sei mesi fa non hanno fatto che acuire problemi preesistenti.  
 Per bilanci familiari ridotti all'osso come quelli degli agricoltori del Sud del paese, una cifra simile ha un pesante impatto economicO

 

 

Repubblica Democratica del Congo: l'acqua è tanta ma quella potabile non basta

 In occasione del lancio del Rapporto Progress for Children 2006 su acqua e igiene nel mondo, l'UNICEF presenta una serie di storie sul raggiungimento del settimo Obiettivo di Sviluppo del Millennio: garantire la sostenibilità ambientale per dimezzare il numero di persone che non hanno accesso all'acqua potabile e a impianti igienici adeguati.
 

 

Congo: una bambina con una tanica per l'acqua 

 

 

 

Congo: la corvée dell'acqua

tocca tradizionalmente

alle bambine

©UNICEF Video

 

 

Kinshasa, Repubblica Democratica del Cong), 25 settembre 2006 - Il potente fiume Congo e centinaia di altri corsi d'acqua più piccoli attraversano la lussureggiante campagna, fornendo tantissima acqua.   
I campi di accoglienza per sfollati sono focolai di malattie e le città non riescono a garantire assistenza sanitaria a tutti coloro che sono fuggiti dal conflitto.  
Un bambino su cinque nella Repubblica Democratica del Congo muore prima di raggiungere il quinto anno di vita. La diarrea e le altre malattie veicolate dall'acqua sono responsabili di un decimo dei decessi infantili.  
Meno della metà della popolazione congolese ha accesso all'acqua potabile ma con le prime elezioni democratiche dopo 40 anni, e la promessa di pace che esse lasciano intravedere, c'è una grande voglia di migliorare la situazione.

 

Siccità nel Corno d'Africa: la regione rischia la carestia

La siccità è aumentata perché da due anni non piove, e ciò ha fatto seccare tutti i campi coltivati ed i terreni da pascoli, nonché finire tutte le riserve d'acqua.
Le
persone maggiormente colpite dalla scarsità di pioggia sono i pastori, che si muovono attraversando la regione per prendersi cura del loro bestiame, che rappresenta la loro prima risorsa per il sostentamento.
In Somalia, dove
il 25 % della popolazione è affetta dalla siccità, il Rappresentante dell'UNICEF Christian Balslev-Oelsen afferma che la situazione non sembra possa migliorare con l'imminente e tanto desiderata stagione delle piogge.
"Questo aprile dovremmo avere di nuovo delle piogge, ma le previsioni ci dicono che saranno al di sotto della media del periodo", continua. "Questo vuol dire che non ci saranno i mezzi per sopravvivere normalmente in Somalia. I bambini sono completamente dipendenti da quello che gli forniaSud

Sudan: la diarrea miete vittime fra i bambini, si teme il colera

 

Una mamma nutre il suo bambino gravemente disidratato nell'ospedale di Yei (Sudan meridionale) 

 

 

 

 

 

 

Una mamma nutre il suo bambino

gravemente disidratato

nell'ospedale di Yei (Sudan meridionale)

©UNICEF Sudan/2006/Musse

Rubek (Sudan), 15 febbraio 2006 - Sono 26 i morti causati sinora dalla grave epidemia di diarrea che dalla popolosa città di Yei, nel Sudan meridionale, si è diffusa nei villaggi limitrofi fino a colpire Juba, capitale del Sud Sudan.  
I casi di contagio già accertati sono oltre 1.200, molti riguardano bambini, 2 dei quali sono già morti.  
I timori che il colera sia all'origine dell'epidemia sembrano confermati da un primo test di laboratorio effettuato a Juba.
Meno di un terzo della popolazione del Sudan meridionale ha accesso all'acqua potabile, e la limitata disponibilità di servizi igienici contribuisce a peggiorare una situazione sanitaria già grave.  
Le infrastrutture idriche e igieniche del Sudan meridionale sono fatiscenti a causa della guerra civile che per decenni ha sconvolto il paese, con una situazione che sta divenendo insostenibile mano a mano che le popolazioni sfollate fanno ritorno alle terre d'origine, dopo la firma della pace tra Nord e Sud Sudan nel 2005.
La città di Yei, da cui si è rapidamente diffusa l'epidemia, è un crocevia urbano densamente popolato e privo dei pozzi necessari per una popolazione in costante crescita.  
Tali circostanze costringono gli abitanti a utilizzare l'acqua dei fiumi per gli usi domestici, per l'igiene personale e per dissetare il bestiame.  
Gran parte dei campioni d'acqua finora prelevati da fiumi e pozzi hanno rivelato un alto livello di contaminazione da feci, che spiega l'epidemia di diarrea senza per questo escludere il pericolo di colera.
La diarrea acuta è tra le principali cause di mortalità infantile e degli alti tassi di mortalità sotto i 5 anni in Sudan.  Essa risulta particolarmente pericolosa quando si sovrappone ad altre patologie, in particolare la malnutrizione, o altre malattie infettive, prevenibili con le vaccinazioni.

 

Materiale tratto da www.unicef.it