Tahiti fu una volta sommersa dal mare, tanto Tahiti Grande che Tahiti Piccola. Non vi rimasero maiali, né volatili, né topi, né cani, eccetto quelli salvati dalle due persone che ora diremo. Uccelli e insetti furono raccolti in cielo dagli dèi, e così si salvarono. |
![]() |
![]() |
Soltanto una coppia fu risparmiata, un uomo con sua moglie. La donna prese i suoi pulcini, l'uomo i suoi porcellini; la donna prese i suoi cagnolini e topolini, che una volta si mangiavano come carne e l'uomo prese il rotolo delle stuoie e dei panni. |
|
![]() |
![]() |
Allora dissero :"L'ira di Ta'aora, l'unico fondamento del mondo, è placata! Il mare è calmo, si è abbassato, il tempo è asciutto; ma noi rimaniamo tra cielo e terra. Tutti i nostri amici sono morti, i nostri capi sono morti, la terra è distrutta, e le montagne sono pelate! Quale catastrofe! Anche se ci serrassimo gli intestini tra le assi, anche se ci legassimo il ventre con le funi, pure anche noi dobbiamo morire!". La montagna franava, e le valli eran piene di pietre; e come la terra si prosciugò, quei due cominciarono ad andare qua e là, e i porci, i cani, i volatili e i topi uscirono fuori, andando ciascuno per conto suo in cerca di nutrimento. |
|
![]() |
![]() |
|
Rimasero lì dentro una notte e un giorno soffrendo di fame, di solitudine e di paura. Sentivano cadere le pietre e gli alberi, con grande fracasso, e le valli rimbombavano d'echi. Poi la caduta si fece a poco a poco più rada, finche' non cadde più che qualche pietra o qualche albero di tanto in tanto; indi anche questo cessò, e tutto fu silenzio. Attesero ancora una notte, e al far del giorno il ventaccio si era del tutto calmato, e non precipitava più nulla. Quando usciron fuori, il cielo era terso lassù, e i loro occhi non videro che le nude montagne. Non c'eran alberi; soltanto il terreno rossiccio e lo strato roccioso, e macigni maculati allo scoperto; la terra era perfettamente asciutta. |
![]() |
![]() |
Allora discesero alla riva del mare, ed erano molto preoccupati di non aver una casa: i gruppi di grandi alberi erano tutti abbattuti, e non c'erano foglie di palma, non foglie di fare, non corteccia di purau, né giunchi da adoperare per far il tetto d'una casa, qualora ne avessero eretto le parti di legno. |
Passò una notte, e venne la mattina, e la donna diede alla luce due gemelli, un maschio e una femmina. Il padre e la madre si lagnavano della carestia per via dei loro bimbi. Non c'erano banane mature, né la canna da zucchero inclinata in avanti. Non si trovavano tuberi. "Ah, se fossero germogliati solo pochi polloni!". Così si dolevano della loro povertà. Non c'era corteccia dell'albero del pane, né gelso da carta da battere per farne stoffa da vestire i bambini. |
![]() |
|
|
La donna partorì
altri figli; passava una notte, e quando veniva il giorno nasceva un bambino;
gli alimenti non eran ancora maturi, che già i bambini eran cresciuti.
Le spiagge si popolarono d'una fitta folla di gente ignuda. Il figlio maggiore sposò il minore, e il minore sposò il maggiore. Non passò gran tempo che gli uomini furono una moltitudine; la terra fu piena d'un popolo giovane. Tutti eran discesi da quell'unica coppia: l'uomo e sua moglie furono i progenitori che popolarono Tahiti Grande e Tahiti Piccola dopo il diluvio. Quanto alle piante, esse germogliarono alfine, e la terra cominciò a verdeggiare. In una notte e un giorno il frutto dell'albero del pane cominciò a formarsi, spuntarono gli involucri della palma da cocco e tutti gli alimenti non tardarono a svilupparsi. |
Gli uomini videro i frutti formarsi in grappoli sviluppandosi dalle inflorescenze, e dopo sole tre notti di crescita la terra fu piena di abbondanza. La gente mangiò e si saziò. Finalmente si coprirono di paglia le case, si fabbricarono stoffe, e la gente si vestì. Le zucche si propagarono per ogni dove. |
|
|
|
|