TESTO DI RIFERIMENTO
(In: R.Petazzoni, Miti e leggende, vol III, Utet, Torino,1963.)
Tahiti fu una volta sommersa dal mare, tanto Tahiti Grande che Tahiti Piccola. Non vi rimasero maiali, né volatili, né topi, né cani, eccetto quelli salvati dalle due persone che ora diremo. Uccelli e insetti furono raccolti in cielo dagli dèi, e così si salvarono. 
Venne un forte vento di settentrione, con piogge e piene, e con una tempesta esiziale  e turbini. Grandi alberi fuono sradicati, con massi d' ogni genere, e trasportati in aria da quella tempesta e dai turbini
Gauguin:Te Raau Rahi
Soltanto una coppia fu risparmiata, un uomo con sua moglie. La donna prese i suoi pulcini, l'uomo i suoi porcellini; la donna prese i suoi cagnolini e topolini, che una volta si mangiavano come carne e l'uomo prese il rotolo delle stuoie e dei panni. 
E andarono in cerca d'un rifugio. Il marito guardò il monte orena e disse alla moglie: "Corriamo lassù, su quella montagna così alta". 
 
La moglie rispose:"No, anche quella sarà raggiunta dal mare. Saliamo invece su questa montagna a cono, su Pito-hiti; là il mare non può raggiungerci". Ed entrambi andarono lassù. 
Quei due con tutti gli esseri viventi da loro posseduti si tennero stretti insieme su Pito-hiti; il mare non arriva fin là; ma la loro dimora era esposta da tutte le parti; essi non avevano casa, e si erano costruiti un riparo con rami d'albero. Tutta la terra di Tahiti e Tai-arapu fu allagata dal mare e dalle acque dolci. 
Il monte Orena rimase sommerso; solo il monte Pito-hiti si mantenne sopra il livello delle acque. Sopra Tahiti Piccola (Mo'orea) pareva mare aperto : nessuna montagna emergeva dalle onde. 
Dopo dieci notti, il mare calò, e l'uomo e sua moglie guardarono e videro le cime delle montagne che cominciavano a spuntare; passò un'altra notte, ed emersero le catene dei monti. 
Gauguin: Tahitian Mountains
Allora dissero :"L'ira di Ta'aora, l'unico fondamento del mondo, è placata! Il mare è calmo, si è abbassato, il tempo è asciutto; ma noi rimaniamo tra cielo e terra. Tutti i nostri amici sono morti, i nostri capi sono morti, la terra è distrutta, e le montagne sono pelate! Quale catastrofe! Anche se ci serrassimo gli intestini tra le assi, anche se ci legassimo il ventre con le funi, pure anche noi dobbiamo morire!". La montagna franava, e le valli eran piene di pietre; e come la terra si prosciugò, quei due cominciarono ad andare qua e là, e i porci, i cani, i volatili e i topi uscirono fuori, andando ciascuno per conto suo in cerca di nutrimento.
 
Cadaveri di uomini, di porci, di cani, e di volatili, giacevano sulla terra gli uni accanto agli altri in via di putrefazione. I pesci morivano entro piccole caverne nelle quali, quand' eran rimasti sommersi, si erano rintanati. Tutte le case erano state distrutte, e i templi erano crollati. Mentre il vento moriva, e la calma si diffondeva sulla terra, per ogni dove pietre ed alberi interi che erano stati divelti dalle radici e trasportati per aria dal turbine, cadevano fitti fitti sulla terra come pioggia dirotta. Dal cielo veniva un malanno dopo l'altro. 
 
La donna disse: "Amico, ci siamo salvati dal mare e dalle inondazioni, ed ora moriremo per la caduta di queste pietre e di questi alberi che cascan giù! Dove andremo ad abitare?". 
Si guardarono attorno e il marito disse: "Io scaverò una buca per rintanarvici; altrimenti la caduta di queste pietre e di questi alberi ci ammazzerà". Scavò una camera nel fianco della montagna, dirimpetto a una valle, coprì il suolo d'erba infradiciata dal mare, sparse sabbia su l'ingresso, e lo chiuse con una lastra di pietra.
Rimasero lì dentro una notte e un giorno soffrendo di fame, di solitudine e di paura. Sentivano cadere le pietre e gli alberi, con grande fracasso, e le valli rimbombavano d'echi. Poi la caduta si fece a poco a poco più rada, finche' non cadde più che qualche pietra o qualche albero di tanto in tanto; indi anche questo cessò, e tutto fu silenzio. Attesero ancora una notte, e al far del giorno il ventaccio si era del tutto calmato, e non precipitava più nulla. Quando usciron fuori, il cielo era terso lassù, e i loro occhi non videro che le nude montagne. Non c'eran alberi; soltanto il terreno rossiccio e lo strato roccioso, e macigni maculati allo scoperto; la terra era perfettamente asciutta. 
Allora discesero alla riva del mare, ed erano molto preoccupati di non aver una casa: i gruppi di grandi alberi erano tutti abbattuti, e non c'erano foglie di palma, non foglie di fare, non corteccia di purau, né giunchi da adoperare per far il tetto d'una casa, qualora ne avessero eretto le parti di legno. 
Si limitarono dunque ad accatastare dei lunghi pali e si costruirono un ricovero. 
Argilla rossa e pesce erano il solo cibo, altro non avevano di che riempire lo stomaco. 
 
Passò una notte, e venne la mattina, e la donna diede alla luce due gemelli, un maschio e una femmina. Il padre e la madre si lagnavano della carestia per via dei loro bimbi. Non c'erano banane mature, né la canna da zucchero inclinata in avanti. Non si trovavano tuberi. "Ah, se fossero germogliati solo pochi polloni!". Così si dolevano della loro povertà. Non c'era corteccia dell'albero del pane, né gelso da carta da battere per farne stoffa da vestire i bambini. 

 
Gauguin: Ia orana Maria
La donna partorì altri figli; passava una notte, e quando veniva il giorno nasceva un bambino; gli alimenti non eran ancora maturi, che già i bambini eran cresciuti.
Le spiagge si popolarono d'una fitta folla di gente ignuda. 
Il figlio maggiore sposò il minore, e il minore sposò il maggiore.
Non passò gran tempo che gli uomini furono una moltitudine; la terra fu piena d'un popolo giovane. Tutti eran discesi da quell'unica coppia: l'uomo e sua moglie furono i progenitori che popolarono Tahiti Grande e Tahiti Piccola dopo il diluvio. Quanto alle piante, esse germogliarono alfine, e la terra cominciò a verdeggiare. In una notte e un giorno il frutto dell'albero del pane cominciò a formarsi, spuntarono gli involucri della palma da cocco e tutti gli alimenti non tardarono a svilupparsi. 
Gli uomini videro i frutti formarsi in grappoli sviluppandosi dalle inflorescenze, e dopo sole tre notti di crescita la terra fu piena di abbondanza. La gente mangiò e si saziò. Finalmente si coprirono di paglia le case, si fabbricarono stoffe, e la gente si vestì. Le zucche si propagarono per ogni dove.
Ed ecco, Tahiti ancora esiste! E' lussureggiante, le valli e le montagne son piene di esseri viventi e di vegetazione. Il mare tra le rive e le scogliere abbonda di pesci, e inesauribile è il cibo! Il monte Pito-hiti sta nella valle di Papeno'o, nella parte settentrionale di Tahiti, e le pietre divelte che caddero sulla terra si vedono tuttora sparse per ogni dove; ma forse alcune si sono consolidate nel suolo.
Gauguin: I raro te oviri
Indietro